l’Albanese

Antonio Albanese al Mazda Palace, Festa di Rifondazione in una serata con più zanzare che anime. Le ultime quindi merce rara e venale da spartirsi ferocemente tra le prime.
Albanese ripropone i soliti personaggi, le solite battute, le solite smorfie. Divertenti, ma pur sempre le solite. Il popolo della sinistra si adegua: sempre più solito. Una Milano che ormai ha capito come il vento stia cambiando: l’anno prossimo si vince. Sorrisoni, un’atmosfera da gliel’abbiamo messa nel…..
Energia negativa, mettersi in mostra che noi siamo diversi, non guardiamo la televisione, non disprezziamo la cultura come quelli là, abbiamo capito il giochetto del padrone, dopo un bel giro in libreria… Soliti piedistalli traballanti e altezzosi.
Tra il pukabbestia e la cravatta, tutti si aspettano la stoccata per Silvio, la battuta sulla guerra, la presa per il culo della Lega. Insomma il copione contro le enormità degli altri. Aggergante. Rassicurante. Albanese li delude, un punto a suo favore. Un accenno a Bush, fuori programma, innesca un tentativo di applauso. Una molla pronta a scattare. Ma che a metà del movimento si inceppa. Fuori gioco evidente.
Tutti a casa, freddini i commenti, bisogna recuperare l’assenza della battuta su Forza Italia in proprio, con gli amici. Ma è chiaro che anche qui sono sempre le solite.

Cosa proponi? Un giro in libreria e poi a casa, sono stanco.

Vella

l’Albaneseultima modifica: 2004-07-19T17:29:17+02:00da canna_vera
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