AUTOREVOLI PENSIERI D’AUTORE

Commentando un articolo di “Repubblica” a firma di Vittorio Zucconi, Eugenio Scalfari scrive su “L’Espresso” del ruolo di “democrazia imperiale” che gli Stati Uniti avrebbero assunto dopo il disfacimento del sistema URSS, e, segnalando gli USA come il paese in possesso del dominio nel campo della tecnologia, rileva come questo porti, in un mondo sempre più tecno-dipendente, a una supremazia praticamente inevitabile. Scrive Scalfari:
“Il perché è dato dall’altra faccia della stessa medaglia ed è il dominio, conclamato e spinto al parossismo, della tecnologia su tutti gli altri aspetti della vita sociale e perfino individuale. Al punto che da parte di una linea di pensiero molto autorevole si comincia a sostenere che il rapporto di dipendenza della tecnologia dall’uomo, che ha retto l’evoluzione della nostra specie dalla comparsa dell”homo sapiens’ fino a oggi, è stato da un paio di decenni almeno capovolto. Ora è la tecnologia, intesa come massa di prodotti e di saperi, che guida l’uomo e lo condiziona nelle sue scelte e quindi nella sua evoluzione; insomma nel mutamento del suo essere, nelle scelte dei suoi obiettivi, nella sua stessa struttura antropologica.”
Ora, si può discutere in eterno se questa storia degli USA come impero del terzo millennio sia fondata o no. Però io volevo parlare di altro, di quella “altra faccia della medaglia” di cui l’illustre giornalista si limita a cogliere un solo aspetto, quello “politico” di cui si occupa l’articolo.
Ma se una “linea di pensiero molto autorevole” ipotizza che la tecnologia possa ormai aver avuto il sopravvento sull’uomo al punto di guidarne e condizionarne le scelte, perché questo dovrebbe valere solo per la politica?
“Struttura antropologica” è infatti un insieme di cose umane rilevante assai. Non abbiamo forse già rinunciato (chissà quanto inconsapevolmente) a parte della nostra umana libertà, per poter godere i benefici offerti dalla tecnologia più moderna? Pensate alle capacità intellettive e manuali che sono andate perdute nell’ultimo secolo, quando abbiamo lasciato che macchine di ogni genere sostituissero integralmente il lavoro dell’uomo. Pensate al livello cui è stata innalzata la possibilità di “controllare” la nostra vita dal volontario uso che facciamo di bancomat, telefonini, mail, internet. Pensate a come l’opinione pubblica (mondiale, ormai) possa facilmente essere influenzata e indirizzata da una massa di informazioni selezionate e adattate alla bisogna da chi vuole ottenere risultati già stabiliti.
Ed è persino banale dire che forse è vero, in nome della tecnologia siamo ormai pronti a giustificare qualsiasi cosa, ad accettarla solo perché “fruibile”; senza chiederci se, al di là degli interessi del tecnocrate che ce lo vende, il prodotto sia davvero “utile” allo sviluppo del cammino umano o se, dietro l’apparenza del progresso, non si nasconda invece un passo indietro.
Io trovo che la “autorevole linea di pensiero” citata e appoggiata dal sempre acuto Scalfari sia fondatamente condivisibile, nei suoi aspetti politici, sociali, e, genericamente, “antropologici”.
Solo che, allora, non capisco per quale motivo una “linea di pensiero molto autorevole” sia capace di riconoscere e si sforzi di diffondere certe preziose idee quando si parla degli USA o di Microsoft o di Echelon, e sia inspiegabilmente sorda, muta e cieca, al punto di arrivare a sostenere punti di vista diametralmente opposti, in altre occasioni. Tanto per dirne una, quando si tratta di manipolazione genetica, o di embrioni.

By Slowhand, 28/9/2004

Questo post è stato pubblicato su OCE

AUTOREVOLI PENSIERI D’AUTOREultima modifica: 2004-09-28T12:32:08+02:00da canna_vera
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