DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

La vicenda Buttiglione? Una serie di errori, equamente condivisi, e una comune brutta figura

Il primo a sbagliare -e come ti sbagli?- è stato Berlusconi (sineddoche politica che indica l’intero Governo da lui presieduto) con lo “stile” da padrone delle ferriere che sempre più lo contraddistingue. Un posto da Commissario Europeo non è, come diceva bene ieri Freccia, una poltrona per politici in eccesso nel Paese d’origine; un candidato necessita di appoggio “nazionale” bipartisan, e deve essere conosciuto e gradito anche dai partner europei, cui non può comunque essere imposto. Aver voluto sostituire (senza alcun motivo valido) un personaggio di indiscusso valore quale Monti senza aver preparato il terreno e senza avere sottomano un candidato idoneo a reggere il confronto è stato un errore imperdonabile, che ha esposto il Governo a una sconfitta cocente e l’Italia a un’umiliazione gratuita ed evitabilissima.
A sbagliare di suo ci ha poi pensato lo stesso candidato Buttiglione: lodevole e meritorio presentarsi per quello che si è, ma un po’ di arroganza in meno non avrebbe guastato. L’orgoglio delle proprie idee non può trasformarsi in minaccia di chiusura, soprattutto in chi si accinge a ricoprire un incarico importante in un settore così delicato; e soprattutto, considerati i precedenti di questo Governo con la UE, ci volevano disponibilità e prudenza, virtù cristiane che Buttiglione ha accuratamente e scientemente rimosso. Anche se (come è ancora possibile, e in fondo probabile) la bocciatura resterà priva di conseguenze, per il suo prestigio personale la vicenda è un colpo mortale.
Ha sbagliato Pannella, cui non pareva vero di potersi togliere due soddisfazioni in un colpo solo: dare un calcio sui denti a quel mondo clericale che lui tanto disprezza, e vendicarsi per la bocciatura della Bonino. Interessi di bottega di un narcisista inguaribile, che non resiste mai alla tentazione di distruggere senza preoccuparsi delle conseguenze. E ha così ottenuto il risultato di mettere in crisi, prima ancora che iniziasse a lavorare, la commissione più “liberal” (e quindi a lui idealmente più vicina) che l’Europa avesse mai visto; e di inimicarsi il cdx (cui elemosinava apparentamenti elettorali) in maniera difficilmente recuperabile. Tafazziano.
Non ha fatto una volpata neanche il csx: la bocciatura di Buttiglione è passata (e passerà) sui giornali come la bocciatura di un cattolico a opera della sinistra; come se le convinzioni morali di un cattolico non avessero diritto di cittadinanza in questa Europa, che già ha rifiutato il famoso riferimento alle radici cristiane. E’ corretto pensare che, dopo una furbata del genere, parecchi cattolici di sinistra (che, magari in maniera meno estrema, ma i concetti di Buttiglione li condividono) si sentiranno a disagio? E che qualcuno di quelli perennemente in bilico ora pencola un po’ di più verso il cdx?
Neanche la Commissione Libertà e Giustizia ha agito in modo del tutto limpido. E’ paradossale (è liberticida, tout court) che un candidato commissario venga ritenuto adeguato, capace e abile, e poi se ne censurino le opinioni personali. Non è mica una bella figura, quella che hanno fatto fare alla UE. Viene fuori l’immagine di un’Europa in cui è lecito pensare solo in modo “omologato”, in cui comandano le lobby, in cui le minoranze non hanno diritto né di parola, né di rappresentanza. Un’Europa più attenta alla conta dei voti che ai princìpi. Complimenti vivissimi, quando penso a quanto abbiamo pagato (e stiamo pagando) per stare nella UE mi viene proprio da dire che era meglio mangiarseli, i soldi.
Sul “Messaggero” di oggi Francesco Paolo Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, propone una riflessione che condivido:
“E’ irrifiutabile il rilievo di quanto siano male assortite le famiglie politiche negli scranni dell’Europarlamento. Sarà necessario un lungo lavoro per avvicinare le diverse storie nazionali dei partiti in modo da proiettare in Europa orientamenti ragionevolmente compatibili con un comune ideale di democrazia. Perché democrazia, prima che essere un corpo di regole e procedure per la legittimazione dei poteri, è insieme di valori condivisi. Il caso Buttiglione dimostra che in Europa democrazia non significa ancora valori condivisi, ma soltanto interessi convenienti e reciproci.”

By Slowhand, 12/10/2004

Questo post è stato pubblicato su OCE

DILETTANTI ALLO SBARAGLIOultima modifica: 2004-10-12T10:53:57+02:00da canna_vera
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