UNA SERA A CASA (CON FINESTRA SUL MONDO)

Ieri sera, con il pretesto delle elezioni americane, su LA7 hanno trasmesso un filmettino di quelli senza pretese, una commediola in cui due ex presidenti USA (uno dem e uno rep, ovvio) scoprono che il loro successore è una canaglia e tra mille peripezie, a rischio della vita, riescono a far trionfare la giustizia, la verità e i luminosi ideali per i quali tutti noi americani siamo orgogliosi ecc. ecc..
Insomma, una cosuccia giusta giusta da guardare quando si è tornati tardino e si è soli e pure se non hai visto l’inizio è uguale, mentre si riordinano gli spartiti, si da l’acqua alle piante, si mangiucchia qualcosa, si riordina la casa stravolta dal WE lungo e finalmente si fuma il meritato mezzo toscano serale prima di tornare al libro da letto (Il Consiglio d’Egitto, L. Sciascia).
A parte la presenza di Jack Lemmon che nobiliterebbe qualsiasi scemata, tra una melanzanina e i dolcetti portoghesi appena riportati da mia sorella, una scena mi ha però “colpito” più del dovuto, data la leggerezza -e la assoluta inconsistenza- del contesto (non sciascianamente inteso).
Dunque, i due, ridotti all’autostop, sono raccolti da una coppia in vacanza con figli e roulotte al seguito, famigliola cui gli sceneggiatori hanno attribuito i caratteri standard dell’America tutta pascoli e boschi. Durante il viaggio il capofamiglia alla guida, nel tentativo di istruire il pargolo e di far bella figura con gli illustri ospiti, se ne esce con una serie di citazioni/spiegazioni sballate; e i due, naturalmente, lo rimbeccano e lo rimproverano per tanta crassa ignoranza.
Al che la di lui consorte, visibilmente alterata, rimbecca che loro (i presidenti) conoscono benissimo la storia, ma hanno perso il contatto con l’attualità, e che nella loro spocchia intellettuale, coinvolta dai massimi sistemi, non leggono più le necessità reali del paese in cui vivono.
E rivela che la roulotte è in realtà la loro casa, che hanno perso tutto a causa della recessione innescata dalla politica economica di uno dei due presidenti, e poi dei tagli praticati dall’altro. I due vengono, così, cordialmente ma decisamente, invitati a scendere e a proseguire a piedi, da soli.
Apologo? Semplificazione? Casualità? Boh, fate voi. Io (probabilmente molto oltre le intenzioni degli sceneggiatori) ci ho trovato diversi significati, e molte spiegazioni.

By Slowhand, 3/11/2004

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UNA SERA A CASA (CON FINESTRA SUL MONDO)ultima modifica: 2004-11-03T12:47:22+01:00da canna_vera
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